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martedì 23 novembre 2010

Un Toast Per Anna Bolena


Oggi giorno intendiamo per "toast" un vero e proprio sandwich, nato sul finire degli anni quaranta e prodotto tostando su una griglia due fette di pancarreè arricchite di prosciutto cotto e formaggio (o mozzarella). Ma l'origine del significato ci porta indietro nel tempo , sino al medioevo.

La parola "toast" deriva dall'antico " tostee" francese che significa letteralmente ( bere alla salute di ...) e riguarda una vecchia usanza francese da banchetto secondo la quale , nel brindisi, si doveva poggiare una fetta di pane arrostito su una coppa di vino aromatizzato.

La medesima , poi, veniva fatta passare di mano in mano e la fetta di pane spettava soltanto al festeggiato, che beveva per ultimo.Rimando sul tema , un toast celebre è quello che chiamo in causa la moglie del re inglese Enrico VIII, Anna Bolena, famosa per la sua prigionia nella Torre di Londra e per la sua decapitazione.

Alexandre Dumas nel suo Dizionario di Cucina parla , che , mentre la Bolena faceva il bagno attorniata da numerosi corteggiatori, questi presero un bicchiere e lo attinsero nell'acqua della sua vasca da bagno, bevendone il contenuto.Uno solo si riufiutò di bere e quando gli domandato perchè non facesse come gli altri , rispose stizzito : " E perchè mi riservo il "toast" , non gradendo di esssere in concorrenza per la Bolena.

Purtroppo per tutti, anche Enrico VIII s’invaghì di Anna, e pur di sposarla arrivò alla famosa rottura con la chiesa di Roma. Dopo avere dato alla luce una figlia (Elisabetta I) la Bolena fu imprigionata dal re nella Torre di Londra assieme a quattro dei suoi amanti, e con il pretesto di una condotta troppo “leggera” venne decapitata.

Leonardo Lovari

http://www.paid2write.org/moda_salute_bellezza/un_toast_per_anna_bolena_7500.html


domenica 20 giugno 2010

La mela scrigno di benessere







La mela scrigno di benessere


"La mela, il frutto dei molti piaceri": si chiama così la campagna informativa finanziata con il contributo dell'Unione Europea, di Italia, Francia e Olanda e realizzata da Assomela, Interfel e Dutch Produce Association. Il suo obiettivo: diffondere tra i consumatori una maggiore consapevolezza sull'importanza di mangiar bene, evidenziando l'importante ruolo della mela in un corretto regime alimentare. Non è certo una novità che questo mitico frutto faccia bene, ma che allontani anche il rischio di ammalarsi di cancro è una scoperta che si deve a uno studio pubblicato recentemente sulla rivista Annals of Oncology. A questo proposito i ricercatori dell'Istituto Mario Negri di Milano hanno esaminato tutti gli studi italiani sul ruolo della mela nel ridurre il rischio di cancro condotti dal 1991 al 2002. La ricerca ha coinvolto 8209 pazienti affetti da tumori in varie parti del corpo e li ha confrontati con un gruppo di 6729 soggetti ricoverati in ospedale per patologie acute non neoplastiche. Metà dei soggetti consumava una o più mele, l'altra metà no. Guardando i risultati, il rischio di tumore nei consumatori di mele risulta diminuito del 21% per il cancro del cavo orale, del 25% per il cancro esofageo, del 20% per il cancro del colon retto, del 18% per il cancro della mammella, del 15% per quello ovarico e del 9% per quello della prostata. La ricerca, dunque, documenta scientificamente che il consumo di più di una mela al giorno riduce in maniera considerevole il rischio di numerosi tumori. "Il vantaggio alimentare che deriva dal consumo di mele - ha spiegato la dottoressa Eva Negri, responsabile del laboratorio di ricerca epidemiologica del Mario Negri - è associato ad un consumo elevato di proantocianidine, la classe principale di polifenoli della mela". I polifenoli, come si legge nello studio pubblicato sulla rivista Annals of Oncology, hanno una attività pro-apoptotica, cioè la capacità di bloccare i geni che impediscono la morte programmata (apoptosi) delle cellule tumorali che, essendo immortali, continuano a replicarsi. Questa attività è stata documentata su colture di cellule tumorali. I polifenoli sono contenuti in grande quantità nelle bacche selvatiche (mirtillo, fragola, mora, lampone) e in quelle coltivate (ribes nero, rosso e bianco, mora, mirtillo, lampone, fragola). "Per questo - ha sottolineato il presidente dell'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione Carlo Cannella in un incontro promosso a Roma da Assomela - è auspicabile il non abbandono della dieta mediterranea, e della frutta e verdura in particolare nei pasti quotidiani, per abbassare il rischio di patologie oncologiche e preservare gusto e biodiversità". Luisa Mosello

Fonte: http://www.agricolturanuova.crol.it/index.asp?id=219&edizione=20100531&idTabella=82

lunedì 24 maggio 2010

Lo scalogno.


















Pianta erbacea originaria del Medioriente, lo scalogno è considerato a tutti gli effetti uno dei prodotti tipicidel mese di aprile . Il nome scientifico deriva da Ascalon , antica città palestinese dove si ritiene abbia avuto origine e dove, per secoli, è stato coltivato. Fonti storiche , infatti, ne attestano un consumo antecedente al 1200, quando i crociati, impegnati nella guerra in Terra Santa, ne portarono alcune esemplari nel vecchio continente. Ma forse l'origine della pianta avrebbe radici più antiche , come ricorda il poeta latino Ovidio. Giunto in Europa, lo scalogno divenne subito una coltivazione basilare per le popolazioni dell'Italia centrale e ingrediente irrinunciabile per molti contadini romagnoli, anche se non veniva disdegnato neanche nei banchetti dell'alta società, come testimonia il Liber de coquina redatto a Napoli nella corte di Carlo II d'Angiò. Questa pianta erbacea perenne dal sapore simile all'aglio e cipolla è nota per le numerose proprietà terapeutiche, sia diuretiche che depurative, e grazie al suo delicato apporto aromatico viene utilizzata (cruda o cotta) per l'elaborazione di antipasti e piatti di portata , tra cui l'insalata e la frittata.

Fonte:Agricoltura Nuova- n.3 Aprile 2010.

mercoledì 3 febbraio 2010

Gli OGM alla ribalta.


Gli OGM tornano a far discutere, questa volta per una serie di proposte che, se attuate, comporteranno una loro diffusione su larga scala anche in Italia, roccaforte delle produzioni di eccellenza e delle tipicità locali.

In sede di Conferenza Stato Regioni, che era prevista per il 28 gennaio a Roma, avrebbero dovuto essere discusse le linee guida per la coesistenza tra le colture tradizionali e quelle geneticamente modificate. Il provvedimento era all’esame, in adempimento di un’indicazione dell’Unione Europea.

Tuttavia, pochi giorni fa le Regioni hanno messo uno stop al documento. Tramite il Comitato Tecnico Permanente in materia di agricoltura hanno chiesto che, prima di procedere all’analisi degli indirizzi sulla coesistenza, venga avviata una grande consultazione con i rappresentanti del mondo agricolo italiano, dei produttori biologici, degli ambientalisti e dei consumatori.


Martina Doglio Cotto.


Articolo completo su :

http://www.altranatura.it/?p=702



domenica 13 dicembre 2009

Carinzia terra di tradizioni.




La Carinzia , verde regione nel Land più meridionale dell'Austria in autunno si svolgono molte feste tradizionali.
Durante il " Karntner Heimatherbst" (autunno tradizionale carinziano) si riscoprono le proprie tradizioni, il piacere di stare insieme, anche coinvolgendo gli ospiti stranieri che scelgono gli agriturismo cariziani. Tutta la regione offre il suo lato migliore . Ci sono circa 100 manifestazioni organizzate in più di 60 comuni dove si può conoscere usi e costumi autentici della Carinzia.
Nelle piazze di tutti i paesi tutti mostrano le abilità e i prodotti gastronomici della regione. nelle trattorie e nei ristoranti i prodotti naturali si trasformano in piatti prelibati da gustare con calma. Sono innumerevoli gli appuntamenti dedicati dedicati ai prodotti locali degli agricoltori carinziani fra settembre e ottobre. Si va dalla Festa del pane (Brotfest) nella valle Lesachtal alla Festa del vino (Weinfest) di Velden sul lago Worthersee. Dalla Festa della patata carnica ( Kartoffelfest) a St. Stefan im Gailtal alla festa del grano saraceno (Hadnfest) a Neuhaus.
Inoltre a fine settembre si celebra l'agnello con il " Glocknerlammfest" ad Heiligenblut: 13 ristoratori dela zona preparano diversi piatti a base di carne d'agnello e svelano i segreti della lavorazione e valorizzazione della carne d'agnello del Glockner. Molto importante il Festival del formaggio a Kotschach-Mau" con oltre 250 di formaggi e la Festa delle mele " Apfelfest", il piu' grande mercato delle mele della Carinzia . Un altro grande evento è il "Polentafest" a Notsch. Alla ribalta la polenta con i piatti tipici a base di farina di mais. sono tannti i modi per preparare questo piatto tipico e gustosissimo con creazioni carinziane ma pure con varianti esotiche come la "Polentasuppe" o la "Polentatorte".




Leonardo Lovari: Subito Verde

fonte: www.altranatura.it