mercoledì 19 maggio 2010

Biodiversità.















Nonostante il 2010 sia stato proclamato anno internazionale della biodiversità, una recente indagine Eurobarometro indica che la maggior parte dei cittadini ritiene di non essere adeguatamente informata sulla biodiversità. in particolare , secondo il sondaggio solo il 38% degli intervistati in tutti gli stati membri sostiene di conoscere cosa significa il termine biodiversità, mentre la maggior parte denuncia una mancanza di informazione a riguardo. In Italia la metà della popolazione , in base al campione non ne ha mai sentito parlare; l'altro 50% pur dichiarandosi informato, non è in grado di definire il concetto. La Commissione europea , quindi, intende correre ai ripari e ha lanciato una campagna destinata ad informare il pubblico con uno slogan accattivante ed efficace. " Siamo tutti coinvolti , una frase di sicuro impatto perchè sottolinea il ruolo di ogni individuo per contrastare il peggioramento della situazione. L'operazione ha obbiettivo di rimarcare i vantaggi della biodiversità. La perdita di diversità biologica una minaccia incombente sul pianeta e rappresenta un pericolo sia per l'ambiente sia per gli esseri umani. Negli ultimi anni il fenomeno si è accellerato e il tasso di estinzione delle specie è cresciuto diventando di 100-1000 volte più elevato della percentuale di estinzione media che si è avuta nel corso dell'evoluzione biologica planetaria. In Europa circa il 42% dei mammiferi sono a rischio insieme al 12% degli uccelli e al 45% delle farfalle e dei rettili. A livello mondiale il 60% dei servizi dell'ecosistema terrestre hanno subito un processo di degrado negli ultimi 50 anni. A Roma nell'Auditorium , dal 19 al 23 Maggio si terrà la settimana della biodiversità sponsorizzata da Bioversity International. L'evento riunirà esperti e celebrità da tutto il mondo per letture pubbliche , tavole rotonde , mostre e celebrazioni.
per info : www.bioversityinternational.org

Fonte:Agrivoltura Nuova - aprile 2010.

martedì 11 maggio 2010

Nuovi frontiere per l'olivicoltura made in Italy. Il frantoio del futuro sarà a impatto zero


Arezzo, 11 mag. (Adnkronos) - Nuove frontiere per uno degli alimenti principe della tavola italiana, l'olio extraergine. Su una cosa, nel mondo dell'olivicoltura, sono tutti d'accordo: la tecnica e la tecnologia made in Italy non hanno rivali nel mondo. I nostri macchinari sono un passo avanti rispetto agli altri e rappresentano un punto di arrivo per i produttori di tutti i continenti. Le aziende piu' importanti del settore saranno presenti in massa a MedOliva, manifestazione organizzata dalla Provincia di Arezzo, con la partecipazione della locale Camera di Commercio e la collaborazione della Regione Toscana, del Ministero Politiche Agricole e Forestali e delle categorie economiche presso Arezzo Fiere e Convegni, da venerdi' 14 a lunedi' 17 maggio. Macchine per la raccolta, per l'estrazione, per la gramolazione, praticamente il meglio al mondo che si possa trovare nel settore. Il frantoio del futuro? Sara' a impatto zero, rispettera' l'ambiente, studiera' soluzioni personalizzate per ottenere il meglio in fase di lavorazione dalle olive a disposizione, garantendo il mantenimento delle differenze tra una cultivar e l'altra.
Ovviamente la tecnologia dovra' cercare di offrire ai produttori anche un buon equilibrio tra costi e ricavi. Ed e' questo uno degli aspetti piu' delicati tra i tanto che verranno affrontati nei quattro giorni aretini. Perche', a fronte di un impegno sempre maggiore da parte dei produttori e di una ricerca sempre piu' capillare da parte di chi propone macchinari, non sempre la risposta del consumatore sembra essere all'altezza delle aspettative. Troppo spesso il mercato privilegia prodotti di basso costo e di livello qualitativo discutibile. Ma e' solo una questione di portafoglio? Probabilmente la tavola rotonda dedicata alla comunicazione e al marketing del settore (domenica 16, ore 11.00) fornira' qualche suggerimento e qualche proposta.

Nel mondo ogni anno si consumano circa 100 milioni di tonnellate di oli e grassi alimentari ma solo il 3% e' costituito da olio di oliva. Altro dato che deve indurci a una riflessione: il''costo di estrazione'' in frantoio puo' variare dai 2 euro per kg di olio di un impianto aziendale allo 0.1 euro per kg di olio per un impianto industriale.


Fonte:http://www.adnkronos.com/IGN/Sostenibilita/Appuntamenti/Nuovi-frontiere-per-lolivicoltura-Il-frantoio-del-futuro-sara-a-impatto-zero_374878993.html

sabato 8 maggio 2010

Le fonti rinnovabili.



Una fonte di energia è rinnovabile quando il suo sfruttamento avviene in un tempo confrontabile con quello necessario per la sua rigenerazione. A differenza dei combustibili fossili e nucleari, destinati a esaurirsi in un tempo finito, le fonti rinnovabili possono essere considerate virtualmente inesauribili.

Il Decreto Legislativo n. 387 del 2003 definisce all’art 2 lettera a) le fonti energetiche rinnovabili o fonti rinnovabili come: le fonti energetiche rinnovabili non fossili (eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice, idraulica, biomasse, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas). In particolare, per biomasse si intende: la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall'agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani;

È importante considerare come le forme di energia sul nostro pianeta hanno origine dall’irraggiamento solare (ad eccezione dell'energia nucleare).
Dall’energia solare derivano: l’energia idroelettrica, che sfrutta le cadute d’acqua; l’eolica, derivante dal vento dovuto al disuniforme riscaldamento delle masse d’aria; l’energia delle biomasse è energia solare immagazzinata chimicamente, attraverso il processo della fotosintesi clorofilliana.

In Italia poco più del 16% è il consumo interno lordo di energia da fonti rinnovabili. Si colloca, infatti, nella media europea ma deriva per il 65% da fonti idroelettriche e geotermiche, per il 30% da biomasse e rifiuti e appena per il 3% da “nuove rinnovabili”, con un peso dell’eolico pari al 2,1% solare inferiore allo 0,15%.


Leonardo Lovari

sabato 1 maggio 2010

L'UE LANCIA UN SITO PER L'ENERGIA INTELLIGENTE


ECO-ENERGIA: L'UE LANCIA UN SITO PER L'ENERGIA INTELLIGENTE (ANSA) - 30 APR - Si chiama www.eurotopten.it il progetto patrocinato dal programma di Energia Intelligente-Europa (Intelligent Energy Europe, IEE) della Commissione Europea, uno strumento per il finanziamento di interventi che muovano verso un'energia piu' intelligente in Europa. Topten, una vera e propria guida all'acquisto consapevole composto da oltre 20 partner, che riunisce esperti in campo energetico, organizzazioni no profit tra cui il WWF e associazioni di consumatori, e' un progetto europeo che coinvolge 15 Paesi europei e che, sul lungo periodo, mira a far risparmiare circa 120 GWh l'anno. L'obiettivo di Topten e' fare in modo che i prodotti a basso consumo energetico siano la scelta naturale e migliore di produttori, rivenditori e consumatori. Il progetto sara' aggiornato fino al dicembre 2011 e comprende siti ''Topten'' nazionali per ciascun Paese aderente, mentre il sito www.topten.info presenta i migliori prodotti disponibili sull'intero mercato europeo. Topten assicura l'indipendenza dai produttori e dai distributori commerciali perche' si affida a etichette e dichiarazioni standard, a test neutrali e analisi realizzate da organismi indipendenti. Nuovi prodotti Topten vengono lanciati regolarmente e le informazioni presenti sul sito sono aggiornate almeno ogni 6 mesi, per aderire il piu' possibile alla realta' del mercato. Le informazioni sono quindi affidabili, trasparenti ed aggiornate. Alla voce ''Illuminazione'', Topten rappresenta una guida all'acquisto delle lampade fluorescenti con indicazioni relative a costo, marca, efficienza energetica, consumo e altri utili parametri ambientali. Soprattutto nel settore delle lampade delle lampade fluorescenti compatte (LFC), infatti, si registra un trend positivo. La durata di vita e' aumentata da 3.266 ore per le lampade nelle potenze tra 5 e 9 W a 625 ore per quelle con potenze sopra i 26W. Facendo una media di tutte le lampade LFC l'aumento di durata si aggira intorno alle 1.703 ore. E a fronte di questa migliorata performance i costi sono scesi dai 4,02 euro per le lampade da 17-21 W agli 1,05 per le lampade da 5-9W. Sempre facendo una media, di tutte le categorie di lampade, si ottiene una riduzione di costo dell'ordine di 2,41 euro.(ANSA). Y72-VI
30/04/2010 12:34

Fonte:http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/energia/20100430123435071546.html

giovedì 29 aprile 2010

La Fitoterapia: Curarsi con le piante.


La parola Fitoterapia deriva da due parole greche che sostanzialmente vogliono dire : " curare con le piante". Si tratta di una pratica millenaria basata su un sapere empirico ( basato su dati dell'esperienza) trasmesso e arricchito nel corso di innumerevoli generazioni. Tra gli operatori del settore fitoterapico si distinguono due impostazioni . Una mette l'accento sulle conoscenze empiriche delle piante e sui loro effetti riconosciuti anticamente. Impostazione questa di tipo Olistico , cioè degli effetti delle piante sulla globalità dell'individuo.L'altra , invece pone le sue basi sulle conoscenze biochimiche e sui sintomi delle malattie e sull'azione dei pricipi attivi delle piante. L'erboristeria tradizionale è orientata verso la scuola empirica mentre la fitoterapia è orientatverso la scuola scientifica , tradizione e chimica si giovano, oggi l'uno dell'altra. L'uso delle piante medicinali è ancora oggi la forma di medicina più diffusa nel mondo. L'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) ela Comintà Europea (UE) hanno creato delle Commisioni incaricate di recensire gli usi tradizionali delle piante medicinali, di verificare sul piano scientifico la loro efficacia . E' innegabile che le piante medicinali hanno degli effetti curativi e preventivi su un gran numero di malattie e affezioni. E' sufficiente consultare le monografie dell'Organizzazione Mondiale della Sanità o le monografie dell'European Scientific Cooperative on Phytoterapy, per rendersi conto della imponente mole di indagini scientifiche che convalidano l'efficacia e la sicurezza di numerose piente medicinali.

Dott. Gerardo D'Acunto - Biologo

Fonte: L'Aromatario- N.4 Primavera - Estate 2010

mercoledì 28 aprile 2010

Posidonia oceanica.














Posidonia Oceanica


La Posidonia Oceanica è una pianta acquatica, Endemica ( specie esclusiva di un dato territorio ) del Mar Mediterraneo, appartenente alla famiglia delle Posidoniacee.

Ha caratteristiche simili alle piante terrestri, con Radici, Fusto Rizomatoso ( fusto con principale funzionedi riserva, è ingrossato e sotterraneo ) e Foglie.

Le Praterie che essa forma sono molto importanti per l’ecologia perché esercita un azione molto importante nella protezione dell’erosione della linea di costa.

La Posidonia Oceanica presenta Radici, che servono principalmente per ancorare la pianta al substrato, Rizoma e Foglie Nastriformi.

Rizoma : Modificazione del Fusto con principale funzione di riserva. È ingrossato, sotterraneo con decorso orizzontale e verticale. I due tipi di accrescimento danno luogo alle Matte, una formazione a terrazzo costituita dall’intreccio degli strati di Rizomi, Radici e dal sedimento intrappolato ( processo per cui particelle sospese in un fluido si accumulano a causa di un campo di forze provocato da o una forza di Gravità o Centrifuga o Elettrica ).

Foglie Nastriformi : di colore verde brillante che imbruniscono con il passare del tempo, raggiungono la lunghezza di c/a 1,5 m sono larghe in media 1 cm e presentano da 13 a 17 nervature parallele.

Questa specie si trova nel Mar Mediterraneo ; occupa un’aerea intorno al 3% dell’intero bacino corrispondente a c/a 38000 kmq e rappresenta una specie chiave dell’ecosistema marino costiero.

Vive tra 1 e 30 mt di profondità , solo in acque molto limpide puo’ arrivare ai 40 mt, supporta temperature comprese fra i 10° e i 28 °C .

È una pianta che necessita di valori di salinatà costanti per cui è molto difficile trovarla nei pressi di foci di fiumi o lagune.


Enrico Nerozzi.

sabato 24 aprile 2010

Nudibranco - Ballerina Spagnola.








La Ballerina Spagnola (Hexabrancus Sanguineus) è una specie di Nudibranco (sottordine di Molluschi dell’ordine Opisthobrancia , che comprende più di 7000 specie descritte).

La parola deriva dal Latino Nudus (nudo) e dalla parola Greca Brankhia (branchia) e significa con le Branchie nude. Il nome italiano deriva dal modo di muoversi; se disturbato infatti si allontana fluttuando elegantemente tramite delle contrazioni dei muscoli dorso-ventrali e muovendo il mantello.

Vive nel Mar Rosso, nell’Oceano Indiano e nella fascia Tropicale dell’ Oceano Pacifico.

È uno dei Nudibranchi più grandi al mondo; puo’ infatti raggiungere i 60 cm di lunghezza. Dispone di Branchie che possono essere ritratte in 6 tasche separate e di una coppia di Rinofori (Tentacoli Chemiosensoriali disposti sulla parte anteriore ai lati della bocca.

Di colore variabile dal Giallo intenso (coste della Tanzania) Rosso o Arancio maculato (Oceano Indiano) e Rosso (Mar Rosso).

L’Ovatura della Ballerina Spagnola è molto particolare; le Uova di colore Rosso vengono deposte in forma di nastro gelatinoso avvolto in morbide spire concentriche. L’Ovatura è difesa da sostanze velenose a base di Acido Solforico.

È spesso accompagnata da un organismo simbiotico (stretta relazione tra di loro per trarne un beneficio reciproco), un Gamberetto della specie Periclimenes Imperator. Il Gamberetto si nutre del Muco che si deposita sulle Branchie del Nudibranco.

Si nutre di Porifera, Tunicati, Foraminiferi, Anellidi


Enrico Nerozzi.