venerdì 4 dicembre 2009

Salvaguardia degli uccelli- La Direttiva compie 30 anni.


Approvata nel 1979, si è rivelata fondamentale per tutelare le specie a rischio e la biodiversità.

Il primo atto legislativo dell'Unione europea per la protezione della natura, la Direttiva uccelli, ha celebrato il trentesimo anniversario. Costituisce un grande risultato della politica europea sull'ambiente e hadato ungrane contributo ad arrestare la perdita di biodiversità e la diminuzione di alcune specie di volatili piu' minacciate. Con la creazione delle " Zone di protezione speciale (Zps), che attualmente sono 5.000 coprono circa il 10 % del territorio dell'Ue specie sulle fascie costiere, costituiscono una parte integrante della rete ecologica " Natura 2000". Oggi comprende tutti i 27 Paesi membri contro i 9 del 1979. Nonostante i progressi, però , la biodiversità di oltre 500 specie di uccelli selvatici è ancora sottoposta a pesanti minacce: secondo i piu' recenti studi scientifici, il 43% delle popolazioni di volatili è in pericolo o sta subendo una grave riduzione. I cambiamenti delle politiche agricole hanno comportato una diminuzione preuccupante dell'avifauna in habitat rurale che ha registrato un calo del 50% dal 1980 ad oggi. Lo stato di salute dei volatili selvatici è sintomatico, del resto , di pressioni piu' ampie che si esercitano sulla biodiversità, come i cambiamenti climatici: un esempio di questa tendenza è il calo delle popolazioni di uccelli comuni come i passeri, le rondini e le starne. In questa direzione va la Guida per la caccia agli uccelli selvatici, per garantire che questa attività sia svolta in conformità alla normativa comunitaria. La direttiva elenca 82 specie che possono essere cacciate nell'Ue; i periodi consentiti, fissati a livello nazionali scientifici. I Paesi dell' Unione hanno facoltà di consentire o vietare la caccia delle specie elencate.


Leonardo Lovari- Subito Verde



www.subitoverde.it

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